cuneo

Museo Civico di Cuneo

Telefono
0171.634.175
Indirizzo
Via Santa Maria 10, Cuneo

Iu uuu! Anzi Auuuu! Un ululato di benvenuto al Museo Civico di Cuneo!

Insieme a me, Lupo Pertini, andremo alla scoperta di questo fantastico luogo in cui sono conservati oggetti antichi e opere d’arte che raccontano la storia dei popoli che hanno abitato il territorio nel quale si sono poi sviluppati la città di Cuneo e i paesi intorno.

Insieme faremo proprio un viaggio nel tempo, dalla preistoria ai secoli più vicini a noi, passando dalla protostoria, l’età romana e il Medioevo, seguendo le tracce lasciate da uomini e donne nelle varie epoche, come le scene di vita disegnate incidendo la roccia o tanti oggetti di uso quotidiano fatti a mano con diversi materiali, ma anche dipinti e documenti che descrivono le tradizioni di queste valli piemontesi.

Una zampa dietro l’altra e via! Si partee!!!

Lucerna a olio

Lucerna a olio…e che sarà mail?!

Ehh ve lo spiego io! Nell’età romana le lucerne a olio si usavano per illuminare le stanze delle case, le botteghe, i templi e i teatri: nella loro piccola pancia contenevano olio o grasso animale che alimentava una fiammella di fuoco bella luminosa che usciva da un buco sul beccuccio. Potremmo considerarle un po’ come le nonne delle candele o le bisnonne delle moderne lampadine. 

Questa  lucerna a olio è in terracotta ed è stata trovata nel sito archeologico di Castelletto Stura. Guardate com’è bello il disco decorato con il disegno all’interno…che cosa rappresenta secondo voi?

Il Bal do Sabre di Castelletto Stura

Ed eccoci arrivati nella  parte del museo riservata alle tradizioni popolari delle valli intorno a Cuneo. Se vi guardate introno potrete trovare gioielli, bambole vestite con abiti caratteristici e 5 dipinti che il pittore Giulio Boetto ha dedicato alle feste tradizionali di paese. Sono grandi scene con tanti personaggi che stanno celebrando momenti importanti della loro storia, occasioni da non dimenticare!

Il dipinto più colorato (e il mio preferito!) è quello che ritrae il Bal do sabre, la danza delle sciabole, un ballo in piazza che, come in una scena teatrale, ricorda i tempi lontani in cui Castelletto Stura fu conquistato dai Saraceni. Giallo, rosso, verde, azzurro, arancio: i nastri appesi al palo e i costumi di questi personaggi hanno colori  così vivaci che rendono la scena piena di ritmo. Lo sentite il rullare dei tamburi e il rumore di passi e saltelli? Non vi sembra di essere proprio lì?

Velocipede in ferro battuto

Auuuu avvistato mezzo di trasporto straordinario!

Siamo davanti a un velocipede, il nonno della bicicletta! Non ha i freni e nemmeno il fanale per illuminare la strada di notte, ma per il resto funzionava proprio allo stesso modo, permettendo a chi lo pedalava di percorrere in libertà distanze anche piuttosto lunghe senza bisogno di un motore.

E voi sapete andare in bicicletta? O preferite il monopattino?
Beh il conducente di questo velocipede doveva sicuramente avere un buon equilibrio e un po’ di forza nelle gambe. Proviamo a immaginarlo insieme… era alto o basso? Robusto o magrolino? Triste o allegro? Come era vestito? Come riusciva a salire in cima al sellino? Ma soprattutto dove se ne andava? Largo all’immaginazione miei piccoli amici!

Le nostre 3 tappe sono terminate ma voi, continuate con la voglia famiglia e guardarvi attorno e a esplorare questo meraviglioso museo, chissà quante avventure e storie scoprirete ancora!

Ci-Aaaauuuuu !!!